Il Cappello di Carta e l’autore

Il Cappello di Carta è un contenitore di storie scelte, scovate, raccontate da Vanni Sgobba [che poi sarebbe Giovanni, ma l’autore l’ha scoperto solo in tarda età (a 10 anni circa) e gli ha fatto più male di quando venne a sapere che John Hammond, nel libro di Jurassic Park, non è l’omone bonario del film, ma tutt’altro]. Non è un blog, non è un riflesso dei suoi racconti di vita quotidiana, difficilmente ci troverete i suoi stati d’animo. E’ uno spazio dove leggere storie senza frenesia: il Cappello di Carta si discosta dal fiume in piena di giornali & giornalacci che, per una manciata di click, masticano e sputano notizie non curandosi dei dettagli, di quello che c’è dietro, fregandosene di far capire il lettore. Il Cappello di Carta si piazza proprio qui dietro, quando il fiume passa trascinandosi tutto, raccoglie quello che è rimasto e, a suo modo, ricostruisce e approfondisce. Sempre a stretto contatto con la Storia, mescolandola con l’attualità, lo sport, i viaggi, l’arte (e soprattutto street art) e la musica. E non dimenticatevi dei cappelli perché sono preziosi: 

«Il gatto alza la coda per far capire a chi lo accarezza che lì, con la fine della coda, pure il gatto finisce»…«Siccome si sa che gli esseri umani non sono modesti come i gatti, l’ebreo deve tenere la testa coperta per ricordare sempre a se stesso, e non dimenticarlo mai, che dove posa il suo cappello, lì anche lui finisce»

Vanni Sgobba (o Giovanni, vedi sopra), giornalista professionista, ma tanto giornalista e tanto professionista che quando gli dicono: «ah figo e per quel quale giornale scrivi?!», risponde con un sicuro e perentorio: «…mah…collaboro un po’ di qua e un po’ di là». Studi, formazione, master e altre cose burocratiche da cv li potete trovare sul profilo Linkedin. Qui ci sono un paio di cose essenziali: ha intervistato De Gregori; ha vissuto a Berlino quell’arco di tempo necessario per apprezzare la città e rimpiangerla; ha stretto la mano e chiacchierato con lo street artist Sam3; ha dormito in un posto dimenticato da Dio, ad Ainsdale, solo per amore del Liverpool; è comunque scarso a giocare a calcio, ma avrà sempre da ridire sui movimenti in campo degli altri; è stato a Sachsenhausen e ha capito un po’ di più perché è un dovere umano conoscere la Storia; porta avanti il ricordo di Peppino Impastato e Gigi Meroni; rivede periodicamente su Youtube il monologo di Antonello Piroso su Srebrenica e quello sul Vajont di Marco Paolini; a Parigi, nel Centre Pompidou una piccola bambina tedesca ha riconosciuto la maglia dell’Union Berlin che indossava e l’ha mostrata con orgoglio al padre; ha messo piede a Norddeich, piccolo villaggio nel nord più a nord della Germania e ha testato sulla sua pelle il freddo del mar del Nord; ha intervistato Samantha Cristoforetti; sulla metro di Berlino, a rientro dopo una serata passata assieme, un ragazzo palestinese, conosciuto durante un corso di lingua, gli disse che era “un brav’uomo”.

Per contattarlo: g.sgobba@hotmail.it       

Starnberger Straße, Schöneberg, Berlin

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