La storia del campo profughi palestinese nei graffi di Pejac

Lo street artist spagnolo Pejac è stato in Medio Oriente, precisamente ad Al-Hussein, un campo profughi palestinese ad Amman, in Giordania, dove ha lasciato il suo “graffio” tra le pareti scrostate dei palazzi. Sorto nel 1948, al termine della guerra arabo-israeliana, il campo ha fornito riparo ai palestinesi fuggiti o espulsi durante l’esodo. A quasi 70 anni dalla sua creazione, Al-Hussein è uno dei 10 campi in Giordania, un paese attualmente ospita oltre due milioni di rifugiati palestinesi. Pejac, sfruttando le croste create sugli strati di vernice degli edifici erosi dal tempo, ha realizzato quattro profondi interventi (“Throne” – il trono; “Kite” – l’aquilone; “Migration” – la migrazione e “Palestina”), che raccontato la storia di chi vive in quel posto, costretto ad abbandonare la propria terra e l’evoluzione di quella terra che pian piano si è vista mutare per politiche estere e per la presenza di Israele.

«Con questi quattro piccoli interventi sto cercando di raccontare una storia minimalista sui rifugiati palestinesi di Al-Hussein. Rimuovendo piccole aree della “pelle” delle case, voglio trasformare lo scrostamento della vernice, prodotto dal passaggio del tempo, in paesaggi suggestivi e trasmettere l’orgoglio dei suoi abitanti attraverso le pareti», ha scritto l’artista sul suo sito.

Foto sul sito dell’artista

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