“Soul of the sea”: le anime dei migranti nei volti dipinti da Eron

Le “anime” di Eron sono sempre profonde e riflessive: l‘artista trasforma la vernice spruzzata dallo spray in magia e con essa ricama pezzi di storia e attualità. Vi avevamo fatto vedere il volto di Anna Frank sul vagone di un treno dismesso o un’opera realizzata sulla parete dell’ex caserma militare di Arezzo e sulla stessa scia, l’artista di Rimini, questa volta, ha trasmesso l’anima proveniente dal mare.

Sul relitto di una barca trovata al largo della Croazia e depositata in un cantiere navale della sua città, Eron ha ritratto i volti dei migranti: gli occhi socchiusi di un neonato, il sorriso della madre col viso avvolta dal velo, i capelli neri di una bambina, i tratti sono appena accennati sulla fiancata, evanescenti e color ruggine, la stessa che avvolge quel che rimane della barca. Un richiamo alle traversate dei migranti, al loro salto nel buio degli abissi e del futuro, costretti a lasciare le loro case, i loro affetti e la loro storia. L’opera “Soul of the sea” è un’installazione permanente realizzata da Eron nel cortile del palazzo della Enciclopedia Treccani, a Roma. Un momento di grande orgoglio anche per il writer perché la sua voce è stata inserita nella prestigiosa enciclopedia, definito come “tra i più dotati e virtuosi interpreti della scena dell’arte urbana e della pittura contemporanea”.

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