Integrazione fa rima con pallone: ecco come la Germania accoglie i rifugiati

Undici bambini rifugiati hanno calpestato l’erba dell’Allianz Arena nel match tra Bayern Monaco e Augsburg. Le loro piccole mani hanno stretto quelle dei vari Manuel Neuer, Arjen Robben e Thomas Müller. Li hanno guardati dal basso verso l’alto, giganti per i loro occhi, accompagnandoli sul terreno di gioco prima dell’inizio della partita di Bundesliga. I canti dei tifosi sono stati, solo per qualche minuto, tutti per questi ragazzini, avvolti in un gesto d’affetto e simbolo di integrazione. Ne è convinto Karl-Heinz Rummenigge, amministratore delegato della plurititolata società tedesca: «Per il Bayern è una responsabilità sociale. Dare una mano ai profughi, ai bambini bisognosi, a donne e uomini per aiutarli e accompagnarli in Germania».

E’ solo una delle tante, tantissime iniziative che il Fußball si è caricato sulle spalle per incrementare il processo di accoglienza, nonostante, è inutile negarlo, le difficoltà e i numerosi intoppi burocratici che coinvolgono i richiedenti asilo. Proprio in queste ore, nella città bavarese, stanno arrivando numerosi migranti siriani accolti tra applausi, primi aiuti e canti di giubilo. Il calcio in Germania si dimostra particolarmente sensibile e in prima fila, proponendosi come mefagono per iniziative di integrazione e di supporto. Lo stesso Bayern Monaco, per esempio, fa sapere che, in collaborazione con la città e con tutto il land bavarese, finanzierà la costruzione di un centro d’allenamento per i rifugiati, garantendo lezioni di tedesco, pasti e attrezzatura sportiva. Non da ultimo, la società donerà anche un milione di euro, raccolto attraverso una partita amichevole, da destinare per altri progetti.

L’Europa, ed è sotto gli occhi di tutti, sta affrontando il più grande flusso migratorio dal secondo Conflitto mondiale: più di quattro milioni di persone sono fuggite dalla Siria da quando è scoppiata la guerra nel 2011. Solo nel mese di agosto sono entrati in Germania 104.460 richiedenti asilo, e si prevede che circa 800.000 persone faranno lo stesso quest’anno, quattro volte il numero del 2014. In migliaia hanno attraversato il confine tedesco, passando dall’Ungheria e dall’Austria, prima di mettere piede nella stazione di Monaco.

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