Un murales lungo quanto il viaggio di un migrante: inizia a Malta e finisce in Italia

«Ci sono due tipi di porte per entrare in Europa. Io ho scelto di dipingere quella meno visibile». Bisogna partire dal 2014 per descrivere questo interessante e imponente progetto artistico che vede la firma di MTO. Francese di nascita, Mateo ha dipinto soprattutto in Germania e ha lasciato la sua traccia anche in Italia. Il suo stile è facilmente riconoscibile: ritratti e figure umane sono costantemente colorati di grigio con relative sfumature cromatiche e contornate da bordi rossi o con qualche dettaglio sempre dello stesso colore che staccano l’opera dalla superficie di appartenenza. Nel 2014, dicevamo, per il Sliema Street Art Festival, MTO ha dipinto un uomo nudo, con addosso solo un costume da bagno ed una maschera da sub, intento a nascondersi in uno squarcio stretto e angusto di una parete. Uno sforzo fisico sottolineato dalla postura del ragazzo e dalle espressioni affaticate del viso, mentre, accanto, il mare maltese, dal quale ciclicamente approdano barconi di migranti, bagna le coste. L’opera, dal titolo “The Mediterranean Door” (la porta del Mediterraneo) pone una riflessione sull’immigrazione e sul ruolo che riveste Malta assieme ai suoi controsensi: l’artista, infatti, sulla sua pagina Fb ha pubblicato parti di un articolo nel quale si spiega la decisione del governo della piccola isola, poco più a sud della Sicilia, di vendere la cittadinanza maltese a 650mila euro, un paradosso nei confronti di quei migranti che, con tanta speranza e molta fortuna, provano a raggiungere l’Europa con viaggi pagati attraverso soldi messi da parte per anni. 

Al contrario, sbarcare a Malta significa, per loro, rimanere intrappolati quasi per sempre, vedendo svanire sogni di un’altra e nuova vita. Qui, gli immigrati che arrivano, per malasorte, senza documenti finiscono direttamente in centri di detenzione e rimangono, in attesa che si attivino le pratiche di asilo politico, fino a 18 mesi. Ma c’è chi ha perso 5 o 10 anni di vita rinchiuso in quel pezzettino di terra circondata d’acqua salata. C’è chi, però, riesce a salvarsi nelle acque maltesi e si ritrova in Italia, ma gli aiuti non sempre bastano. Malta è, semplicemente, troppo piccola per accogliere migliaia di persone. Hanno un approccio pragmatico, ma non disumano: aiutano chi è in pericolo e in difficoltà, ma quando possono, “dirottano” gommoni e barconi verso l’Italia.

Così chi può, prova a scappare: MTO, infatti, qualche giorno fa ha realizzato una doppia installazione che inizia a Malta e arriva in Italia. Legati da un filo ideologico, ma anche fisico: è ancora una volta il nostro uomo con la maschera da sub il protagonista. Nel murales di Sliema lo si vede arrampicarsi sulla parete per addentrarsi in un foro oscuro per poi sbucare sulla facciata di un edificio di Sapri, in provincia di Salerno, come se avesse, quindi, percorso un tunnel attraverso il Mediterraneo. L’opera, emotivamente significativa, dell’artista francese si chiama, appunto, “The Mediterranean tunnel”

 

 

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