Strage di Bologna, “Avrei potuto essere io”

Sono lì in attesa del loro treno, nella stazione di Bologna. Passeggeri di differente età, di diversa nazionalità, per lavoro o per un vacanza. A loro, l’artista e fotografa Sonia Lenzi ha mostrato le foto delle vittime della strage del 2 agosto 1980, causata dall’esplosione di un ordigno nascosto all’interno di una valigia. Visi e schede con i dati, i nomi, l’età di quei 85 passeggeri. Avrei potuto essere io” è un progetto artistico con il chiaro intento di mantenere viva la memoria del più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra; ha avuto un periodo di gestazione iniziato nel dicembre 2014 e terminato a gennaio 2014 all’interno del quale, nella sala d’attesa della stazione ferroviaria di Bologna, attraverso un confronto empatico, Sonia Lenzi ha fornito alle persone le informazioni sul progetto e ha consegnato loro una scheda contenente dati specifici su una delle vittime.

Lo scopo era quello di creare una continuazione effettiva della memoria e di invitare le persone in attesa di partire a farsi carico emotivamente della strage mediante un processo artistico, attraverso una simbolica immedesimazione con una delle vittime scelta fra quelle di genere opposto. Ci sono stati rifiuti, riluttanze, ma anche partecipazione e immedesimazione: ottantacinque, tra le tante persone fermate, si sono rese disponibili e sono state fotografate mentre avveniva il processo simbolico di immedesimazione. La scelta del luogo particolarmente sentita: l’installazione si trova nell’atrio della stazione Alta Velocità perché qui non c’è nulla che ricordi la strage.

 

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