Rockeggiando contro il Muro. Quando Bruce Springsteen suonò a Berlino Est

«Es ist schön, in Ost-Berlin zu sein. Ich bin nicht für oder gegen eine regierung. Ich bin gekommen um Rock’n’Roll zu spielen für Ost-Berlinern, in der hoffnung dass eines tages alle Barrieren abgerissen werden»

Scritto su un foglio di carta, Bruce Springsteen, davanti a circa 300mila persone, lesse e pronunciò ad alta voce un breve, ma a suo modo intenso discorso. «E’ bello essere a Berlino Est. Non sono venuto qui per cantare a favore o contro alcun governo, ma soltanto per suonare Rock’n’Roll, nella speranza che un giorno tutte le barriere possano essere abbattute». Poi si sentirono le suggestive note di “Chimes of freedom”, cover della nota canzone di Bob Dylan. E via con applausi e urla. Musicalmente parlando quella fu la favolosa estate del 1988 che verrà ricordata come “Der Sommer” (con la lettera maiuscola) perché, nella Germania Est, una cosa del genere non si era mai vissuta in più di 40 anni di storia. Fino a quel periodo, infatti, i grandi artisti internazionali si esibivano dall’alto lato del muro; lo stesso Bruce, qualche anno prima, espresse la sua intenzione di suonare a est, ma gli fu negato.

Il guizzo o l’intuizione partì proprio da alcuni ragazzi, stanchi e oppressi da anni di regime costrittivo della Repubblica Democratica Tedesca e sempre più desiderosi di libertà e di guardare oltre l’orizzonte. Per ottenre l’autorizzazione, L’FDJ (la Libera Gioventù Tedesca, organizzazione giovanile del Partito Socialista Unificato di Germania) mentì alla Stasi “catalogando” il concerto di Springsteen come un evento di appoggio per il governo del Nicaragua che in quegli anni subì il ritorno degli Stati Uniti nella lotta contro il comunismo nell’America Centrale. Furono stampati volantini fasulli con la scritta “Konzert für Nikaragua” e per le radio della città circolava addirittura un messaggio dello stesso “Boss”. Peccato che di tutta questa faccenda, Bruce era completamente all’oscuro, tanto che, alla vigilia del concerto, infastidito, arrivò a pensare di annullare tutto. Ma la storia (per fortuna) prese un percorso diverso.

Così, il 19 luglio, il cantante statunitense, assieme alla E-Street Band, fece tappa nella capitale tedesca con il suo tour “Tunnel of Love Express”. Furono quattro lunghissime ore di concerto, di canzoni, di bandiere americane, di inni alla gioia e di spensieratezza, quelle che si vissero al Radrennbahn Weissensee (velodromo di Weissensee utilizzato principalmente per gare in bicicletta). Da quelle parti “Born in Usa” era fischiettata e famosissima: nonostante i tentativi della Stasi di schermare le onde radio, i dirimpettai dell’ovest avevano da anni iniziato ad importare rock occidentale, per cui quando Springsteen salì sul palco, molti giovani già conoscevano i suoi brani. 

E fu proprio su quel palco che venne lanciato un messaggio detonatore, mai avvenuto nella precedente storia della DDR: Bruce quando parlava di «barriere da abbattere» alludeva chiaramente al muro di Berlino, ma le autorità gli impedirono di usare QUELLA parola. Forse rimase scarabocchiata su quello stesso pezzo di carta, non fu mai pronunciata direttamente, ma le vibrazioni che nacquero dopo quel discorso, hanno avuto eco eterno e sono servite a sgretolare piano piano quella separazione di cemento e filo spinato. Nessuno, infatti, si aspettò quel messaggio “politico”: la stessa emittente televisiva che trasmise il concerto con qualche istante di ritardo per offuscare eventuali fuori programma, si trovò impreparata dinanzi alle parole in stropicciato tedesco dell’americano. Durò un attimo, poi il Boss riprese la chitarra e intonò “Chimes of freedom”. E fu libertà…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...