Due giugno: Aida sotto al cielo che è sempre più blu

Rino Gaetano e l’Italia si incrociano idealmente il due giugno: uno muore (nel 1981), l’altra rinasce (nel referendum del 1946 tra repubblica e monarchia).
Attività didattica da scuola media: leggere i testi delle canzoni e chiedersi se l’Italia di oggi sia diversa da quella del 1975 (anno di composizione di “Ma il cielo è sempre più blu”) o del 1978 (anno di “Aida”) 
Il testo è crudo nella sua semplicità. Ma ti lascia disarmato per come, a più di 35 anni di distanza, ti riconosci nelle parole. Geniale e profetico Rino Gaetano o siamo noi italiani a non cambiare mai? Almeno oggi, però, è meglio non pendere da una parte o dall’altra, a sinistra o a destra. Oggi siamo meglio di ieri? La verità sta nel mezzo. 
Ma non è il momento di rabbuiarci. Andare via? No. E pazienza se qualcuno ha scarsa memoria, ruba pensioni o ha fatto la spia. Se qualcuno vive in baracca e suda il salario. E odia i terroni. C’è sempre stato e sempre ci sarà qualcuno che suda e che lotta e che ama l’amore.

 

Poi prendete “Aida”, è del 1978. Lei è l’Italia e Rino la descrive con versi brevi, pungenti e noi annuiamo sentendoli. Lei che sfoglia i suoi ricordi, ingialliti e gloriosamente decaduti con attorno madonne e rosari, icone di una tradizione di credenti. E poi c’è il «dopo giugno, il gran conflitto», quando il 10 giugno del 1940, Benito Mussolini, dal balcone di palazzo Venezia annunciò agli italiani l’entrata in guerra. Come sei bella Aida, quasi ironico, nonostante tutto, smitizzando anche Stalin che viene pronunciato con accento popolare, senza dimenticare la povertà e i salari bassi, fil rouge di 50-60-70 anni di storia italica. Ancora la voce roca di Rino lancia le ultime provocazioni, gli ultimi scandali in salsa tricolore: le antilopi…è impossibile non pensare all’Antilope della Lockheed.

 

Ma sapete che vi dico? La notte è buia, ma il cielo è sempre più blu, nella speranza che Aida rimanga bella in eterno.

 


 
 

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