A Peppino, vittima di Stato

Peppino Impastato
[Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978]

 

Testo e musica della canzone “Vittima di Stato”, traccia 9 del disco “Intifada”, ad opera del gruppo romano Rapcore. Deal Pacino la voce e il genio lirico, Dr. Cream al beat.

Uno storytelling dal forte impatto che racconta in rima la vita intensa di Peppino Impastato. Dall’infanzia difficile, al peso del nome, fino alla decisione che condizionerà il resto della sua vita.

“Per molti un fallito, ma per altri un condottiero”
 
[intro – from “I Cento Passi”]
[verse 1]
«Già, molto tempo fa a Cinisi in Sicilia
nasco senza brindisi né stappi di bottiglia
Fu lì, che capii che il nemico era in famiglia 
Ho deciso che avrei inciso delle note di guerriglia 
(ed inizia) 
La mia inutile ricerca di giustizia 
Tutti quanti sanno, ma il tiranno il popolo lo vizia 
non diranno niente, temono la sua milizia 
io figlio di un mafioso d.o.c. 
e della sua sporcizia
Dovetti decidere non ero come loro
uccidere innocenti, no non era il mio lavoro
Trovo dei guadagni
raduno i miei compagni
metto su una radio
e qualche dio mi accompagni
Deludo anche mio padre
ma la dignità non cade
pronuncio quel nome
e c’è timore per le strade
Mi sento un prigioniero
visto come uno straniero
per molti un fallito
ma per altri un condottiero
 
 
 
[bridge 1 – from “I Cento Passi”] 
[verse 2] 
Pulisco un po’ d’infetto, ma il male è alla radice 
io adesso rappresento chi ha le palle e ve lo dice 
La mia terra è bella, ma il paesaggio si rattrista 
se sei un’antifascista, socialista di sinistra 
E’ una lotta continua dalla sera alla mattina 
comizi, occupazioni e mi guadagno la mia stima 
Ho la mafia che mi caccia 
non sopporta la mia satira 
giro a testa alta e con la pistola scarica 
Ogni infamia, ogni calla 
voglio comunicarla 
la mia è una voce scomoda 
vogliono azzittarla 
In radio ascoltate un cronista che vi parla 
di casi irrisolti, troppi torti e morti a galla 
Sale la tensione la situazione è drastica 
ma non mi rassegno sotto il segno della svastica 
Capisco che mi aspetta 
ma non mi spaventa 
non tremo e non temo 
anche la fine più cruenta 
 
[bridge 2 – from “I Cento Passi”] 
[verse 3] 
“Onda Pazza”, in radio passa il mio programma 
causa pochi sorrisi numerose crisi e dramma 
Mia madre non si calma, le lacrime le spreca 
so bene dove vado mai andato alla cieca 
Credo nella mia Democrazia proletaria 
rimo contro al marcio e al corrotto dell’Italia 
E’ per questo che il mio corpo 
neanche tocca il suolo 
ma salta in aria morto 
avvolto nel tritolo 
Oggi 9 maggio 
finisce il mio coraggio 
ostaggio della realtà che porto nel linguaggio 
Questo è un giorno triste che rovina e sporca la fedina 
di un paese che ammutina 
chi non gli si inchina»
 
 Peppino
 
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