La “political Line” di Keith Haring

Due estati fa, a Parigi, al Musée d’art moderne de la Ville de Paris è stata inaugurata una mostra dedicata a Keith Haring. In occasione di quello che sarebbe stato il suo 57esimo compleanno (l’artista, nato il 4 maggio a Reading negli Stati Uniti, è morto a New York il 16 febbraio 1990) ecco a voi alcune foto e considerazioni dell’esposizione che ripercorre le tappe del lavoro di Haring soffermandosi su alcuni aspetti forti e peculiari del suo stile. L’attacco al capitalismo e ai simboli del potere americano, la denuncia contro la chiesa, la religione oppure la lotta all’omofobia o al razzismo. Questo è “The political Line”:

Figure grottesche attorno alle quali è evidente il richiamo al dollaro, al consumismo di massa e alla creazione di figure stereotipate. E poi ancora simboli fallici, sessuali e religioni, fino all’attacco diretto dei mass media, della loro produzione perversa di feticci che vengono vomitati dai piccoli schermi. Larghe tele plastificate, piccoli disegni, semplici bozze e l’utilizzo di colori vivaci, vivi propri di uno stile che, partito dalla cultura pop di Andy Warhol, si è evoluto incanalandosi in un percorso tutto suo. Perché Keith, nato nella cultura underground del graffitismo, era uno che usciva dagli schemi.

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