Willkommen in Frisia orientale. Prima tappa: Norddeich e il paesaggio lunare

La nostra tradizione stereotipata (o forse solo la mia eh!) ci porta comunemente ad associare la Germania a paesaggi forestali, nebbiosi o innevati e agglomerati urbani che sorgono attorno a chiese con campanili affusolati e appuntiti. Vecchi retaggi che si perdono, però, alla vista di immensi campi di prato con il mare che sbuca dall’orizzonte. E’ l’area della Frisia orientale (Ostfriesland), una regione costiera del nord ovest appartenente allo stato federale della Bassa Sassonia. L’influenza della vicina Olanda è evidente: questa regione tedesca ha importato e adottato stili e mulini dei suoi dirimpettai. Ed è il luogo dove, soprattutto salendo, il pesce detronizza il maiale e dove le persone che si incontrano per strada si salutano con un furtivo “moin, moin”. Di questo piccolo mondo, percorreremo quattro tappe, partendo proprio dal vertice più alto, quello all’estremo nord: Norddeich.

 


 

Norddeich è un piccolo, piccolo villaggio di poco meno di 2mila anime che fa parte del distretto amministrativo di Norden. C’è un porto, un hotel quanto basta e, in quella zona della Germania, rappresenta il punto dove l’uomo più si è spinto sulla terraferma: dopo di Norddeich c’è solo sua piccola maestà il Mare del Nord, con tutte le implicazioni atmosferiche che ne conseguono. Come antichi castelli protetti da un fossato, la città è circondata da un salvagente di collina erbosa che blocca le raffiche di vento sputate dal mare aperto. E’ facile, pertanto, intuire il freddo orizzontale che, letteralmente, taglia guance e mani

 

Quando sono stato da quelle parti era dicembre inoltrato, il Mare del Nord era giustamente agitato e, mentre io lanciavo imprechi, lui lanciava spruzzate d’acqua che si mischiavano alla pioggia. E il cielo era talmente bianco che era difficile trovare la linea d’orizzonte. E questo è quello che emerge, superando la collinetta:

Colore predominante: grigio. Secondo colore: grigio cenere. Terzo colore: ardesia. Un paesaggio che diventa lunare quando la bassa marea rende calpestabile una lunga lingua sottratta al mare. Emerge, così, il Wattenmeer, una striscia di sabbia di proprietà del Mar del Nord, sulla quale è possibile passeggiare e raggiungere a piedi le isole vicine. Ci si sporca abbastanza di melma, l’acqua punte le caviglie e se non si cammina a passo svelto, in certi punti, si va lentamente giù tipo sabbie mobili. Però, poi, quando vedete uno scenario del genere, penserete quello che probabilmente pensò chi vi arrivò per primo: «Ne è valsa la pena».

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