L’Union in viaggio a Lipsia (ep.2): la protesta contro il RB Leipzig e la morte del calcio autentico

A Lipsia, storica città della Sassonia con più di 500mila abitanti, dal 2009 si è affacciata una nuova realtà calcistica, il RB Leipzig, con progetti avveniristici e ambizioni da top club mondiali. La Red Bull, famigerata compagnia di energy-drink, da anni oramai ha deciso di scommettere sullo sport e il calcio sembra essere terreno fertile per le sue campagne d’espansione. Dopo, infatti, aver fondato il Red Bull Salisburgo (Austria), il New York Red Bulls (Stati Uniti) e il Red Bull Brasil(Brasile), Dietrich Mateschitz, il proprietario dell’azienda, ha messo piede anche in Germania.

L’idea è stata piuttosto semplice: la società della bevanda ambrata ha acquistato diritti e licenze del SSV Markranstädt, cambiandone il nome, spostandosi nello Zentralstadion rinominandolo “Red Bull Arena” e sono partiti dalla quinta serie, la Oberliga, con l’obiettivo di raggiungere la Bundesliga in 10 anni. Solo un piccolo inceppo burocratico: in Germania, la Federazione tedesca vieta di citare lo sponsor all’interno dei nomi ufficiali, pertanto la neonata squadra di Lipsia, per ovviare a tale vincolo e mantenere le sigle RB, ha pensato di chiamarsi“RasenBallsport” (un maccheronico sport che si pratica con la palla sul prato. Fantasiosi!).

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UnionB10

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