Alleanza tra le arti: il cinema soccorso dalla street art

 

 

Artista: Diavù (davidvecchiato.com)
Zona: via dell’Acqua Bullicante

 

Non conoscevo la storia gloriosa e tramontata del Cinema Impero, non essendo di Roma e non avendo vissuto in quella lingua di terra multietnica e ricca di passato qual è Torpignattara. Passavo di lì davvero per caso durante gli ultimi residui di permanenza nella capitale e mi hanno attratto quelle che inizialmente pensavo fossero delle locandine. Sì perché collocate proprio nelle nicchie che ospitano solitamente i poster dei film in proiezione, solo dopo (poco, a dir la verità) ho notato che erano cinque ritratti “scolpiti” con lo spray. Fantastici per i colori, per il loro contrasto e la luce, splendidi per i volti che rappresentano. Sono Mario Monicelli, Anna Magnani, Franco Citti, Sergio Citti e Pier Paolo Pasolini. Cinque icone del nobile cinema italiano raffigurati dall’artista Diavù che ha scelto le pareti del Cinema Impero per riportare a galla uno storico edificio degli anni ’30, costruito durante il fascismo e simbolo del quartiere con il suo stile Art Decò, ma inesorabilmente chiuso dagli anni ’70
La settima arte si è smarrita nel Cinema Impero e attraverso la tecnica dello stencil Daviù ha voluto denunciare questa grave assenza, in collaborazione con il MURo, con il Comitato di Quartiere Torpignattara e col movimento Cantiere Impero. E’ bello vedere come un’arte soccorre a suo modo una sorella, prova a restituire dignità e nuova linfa espressiva. 
Sugli esiti dell’ex monosala c’è ancora tanta incertezza, non conosco gli sviluppi, ma leggo però che lo scorso ottobre è stato inaugurato lo “Spazio Impero” un centro dedicato alla danza, al circo contemporaneo, alla musica e al teatro.
 
Ma una curiosità me la sono voluta levare: perché sono stati scelte proprio queste icone del cinema? La risposta l’ho trovata sul sito del MURo ed è lo stesso artista a svelarlo. Vi pubblico un estratto, mentre l’articolo completo lo potete leggere qui.
«Mario Monicelli guarda verso la via Casilina e quella Piazza della Marranella in cui ha girato l’ultima drammatica scena del film “Un borghese piccolo piccolo”, che vede protagonista un magistrale Alberto Sordi, invecchiato e triste nei panni di un impiegato ministeriale distrutto dall’accidentale omicidio del figlio.
Anna Magnani ha girato più film in questo quadrante di Roma, e soprattutto è a poche centinaia di metri che si svolgono i fatti di quel “Roma Città Aperta” di Rossellini che ha restituito grande dignità al Cinema Italiano dopo lo sfacelo della Seconda Guerra Mondiale e dopo due decenni di produzioni cinematografiche subordinate alla propaganda e alla censura del regime fascista».

 

 

PRIMA DI ANDARE VIA:

 

 

Scopri dove si trova quest’opera! Ecco qui la mappa!
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