Ecco Blu: l’arrembaggio per riprenderci la città assassinata dal cemento

 

Artista: Blu (blublu.org)
Zona: via Ostiense 


In questo percorso itinerante che è Roma60giorni, ci sono alcune tappe diverse dalle altre. Per personale gusto, perché mi hanno coinvolto in maniera più o meno diretta. Così è stato per il Giorno #30, così sarà per il Giorno #60, evento di chiusura di questa bella esperienza, così è per il Giorno #31, blocco di partenza di una nuova pedalata, dopo alcuni giorni passati a tirare il fiato. E l’ultima fatica dell’artista Blu ha la dignità di collocarsi esattamente come spartiacque tra un mese e l’altro. Si trova su via Ostiense, sulla facciata più corta dell’ex caserma in via del Porto Fluviale già tela per un’altra mastodontica sua opera (ma ci arriveremo con calma). E che come ogni suo lavoro, obbliga lo spettatore a riflettere, talvolta con una iconografia evidente, dal significato immediato, altre volte con una comprensione più spinosa. E quindi ci provo a darvi la mia personale (e lo sottolineo) lettura
Le immagini, ahimè, non permettono di mostrarvi i numerosi dettagli che arricchiscono quest’opera massiccia di Blu. Ma se mi seguirete, sarà tutto chiaro. Partiamo dal principio: è un quadro allegorico di un arrembaggio piratesco, inscenato su un mare burrascoso e sotto un cielo nefasto. Una rappresentazione epica tra i “rossi” che a bordo di piccole scialuppe cercano di arrampicarsi sull’enorme vascello totalmente grigio e difeso da omini di uguale cromatura. Le uniche punte colorate a bordo della nave sono rappresentate dal giallo accesso e luccicante delle gru, degli escavatori e della polena robotica con sopra l’effige dell’euro, a prua della nave. E’ una scena intensa, dinamica e che crea anche tensione in chi la vede: le betoniere, sempre grigie, sputano blocchetti di mattoni per scacciare i prossimi conquistatori, mentre schizzi di acqua e onde minacciose, rendono difficile l’impresa dei pirati

 

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Dettagli che mi portano alla riflessione che segue: quella nave può essere l’Italia, può essere Roma o una qualsiasi città della nostra penisola assassinata dal cemento, come canta De Greogri, della speculazione edilizia e della barbara estirpazione del verde e della natura. E’ la barca dei palazzinari, di quei imprenditori mossi dal denaro (il simbolo dell’euro in prua), dal riciclaggio di soldi sporchi e infetti, ottimamente rappresentati da un onimo piccolo piccolo, appena sopra la testa della polena cerca, che vestito elegantemente e con una valigetta, lancia pezzi di carta. Sempre grigia, vuota e senza alcun reale valore.

 

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E poi ci sono loro, il popolo dei rossi, quelli che preferisco riqualificare luoghi abbandonati piuttosto che vomitare altre colate di cemento. Proprio come l’edificio sul quale c’è l’opera di Blu: è l’ex caserma dell’Aeronautica Militare, in via del Porto Fluviale, occupato nel 2003 e nella quale vivono 450 persone. Sono ragazzi che lottato per la “casa” che rifiutano il muro grigio e che chiedono una città aperta, luogo di tutti, di tutti i colori. E tra i vari dettagli di questa romantica e struggente opera c’è anche una bandiera rossa proprio al centro della pancia del vascello. Può essere solo un simbolo, ma c’è bisogno di vele per lasciarsi spingere dal vento e ripartire e non di inutili, ferme gru.

 

PRIMA DI ANDARE VIA:

 

 

Scopri dove si trova quest’opera! Ecco qui la mappa!
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