Giorno #28. "Hashtag" e "like": la dipendenza "social" disegnata da Mr. Thoms

Giorno #28
Artista: Mr. Thoms (thoms.it)
Zona: via Campania

Prima di cominciare:
Non sai ancora cos’è Roma60giorni? Ecco qui!
Ti sei perso qualche puntata precedente? Rimedia subito! 


«Ma come – probabilmente vi starete chiedendo – dopo tanti lavori giganteschi, oggi, per il Giorno #28 ci proponi solo una tag?». Non c’è bisogno di allarmarsi, è tutto sotto controllo. Oggi partiamo dal piccolo dettaglio per spiegare tutta l’arte di Diego della Posta, in arte Mr. Thoms. E’ solo una tag, ma nello scorrazzare per le vie di Roma tra un’intervista e un’altra, mi ha colpito. Sarà per il giallo posato sul grigio ferroso dell’ inferriata, sarà che dopo più di quattro ore all’interno della sede della CIGL tutto poteva attirarmi, fatto sta che dovevo scattare una foto anche perché è l’unico cimelio concreto che ho dell’artista. E allora partiamo da qui per conoscerlo! Per iniziare, gustatevi questo video (la canzone di sottofondo è ipnotica!)  

//player.vimeo.com/video/100174472
LIKE A VISION from Diego della Posta on Vimeo.

La bramosa voglia di conquistare “likes” su Facebook. Un grottesco, ma attualissimo stato psicologico che alimenta la quotidianità di molti ragazzi, di molte persone. “Like a Vision” sintetizza in maniera chiara l’approccio artistico di Mr. Thoms che si focalizza molto su spaccati giornalieri della vita moderna. E lo fa per mezzo di uno stile cartoonesco, proprio dell’universo delle illustrazioni. Un tratto giocoso, con colori vari e spettacolari immerge l’osservatore in una realtà che gli è molto vicina: le mani incatenate, i paraocchi con il logo del più popolare social network sono contraddizioni della parola “social” che al contrario allontano l’utente dalla realtà spingendolo in un corto circuito fatto di consensi virtuali.  
I protagonisti dei lavori di Mr. Thoms stilizzano quelle che sono le nostre abitudini e i nostri vizi, e come “Like a Vision” anche “#Selfie #Never #Die” segue lo stesso cammino. Con tanto di hashtag, Mr. Thoms pone l’attenzione sulla consuetudine di fotografarci che, oramai, ci è sfuggita di mano. E non risparmia nemmeno il defunto che decide di mettersi in posa post-mortem. 

Ma ammettiamolo: chi più, chi meno, tutti siamo stati ingeriti in questo universo intricato. E anche questo post non sfugge alla contaminazione. Io sto scrivendo un pezzo circolerà in rete. Ed è un articolo che parla di un’artista che ha fatto girare la sua opera su internet. E sì, è tutto molto contorto!

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