Moving forward| L’impulso primordiale di JB Rock

COS’E’ MOVING FORWRD?
Molti signorotti writers mai del tutto realizzati hanno sempre storto il naso verso chi lavora su commissione, patrocinati dal Comune per un bel progetto di riqualificazione di un territorio o per esibizioni indoor. Molti signorotti writers invidiosi hanno sempre pensato che l’arte urbana, dal graffitismo ad installazioni più evolute, debba essere ermetica, contro il sistema, illegale e notturna. Giusto, ma solo in minima parte. Non bisogna allontanarsi dall’intento di fondo: la comunicazione, l’espressione di un concetto o di un’idea. Ovunque e comunque. Pertanto se ci fossimo imbalsamati dietro obsolete ideologie, oggi non avremmo potuto godere (nel senso grezzo del termine!) di un evento massiccio come “Moving forward”, quinta edizione del festival Outdoor che, grazie al lavoro di Nu Factory, ciclicamente fa di Roma un appuntamento con la street art. A questo giro si abbandona la strada per rifugiarsi in uno spazio chiuso. I nostri amici di sopra smetterebbero già di leggere, ma è proprio nel titolo dell’evento che risiede il duplice messaggio. Con Moving Forward, si sottolinea un passaggio reale: una transizione nello spazio della vecchia Dogana di Roma, nel quartiere San Lorenzo. Cinquemila metri quadri con oltre un secolo di storia alle spalle, sono lì abbandonati, dimenticati
 
Ecco che l’ex dogana viene inserita in un processo di rigenerazione artistica, una riconversione pensando in avanti, appunto muovendosi in direzioni future. Scardinare anche da quei pensieri rigidi che si ha sull’arte e soprattutto sull’arte urbana. Qui gli artisti portano il loro stile in un luogo indoor a tratti cupo a tratti mistico. E fondamentale è anche il ruolo dello spettatore solito, girando per Roma, a imbattersi casualmente in opere a cielo aperto. Qui all’interno della dogana, deve muoversi attraverso corridoi, scritte, enormi stanzoni, intonaco scrostato. Deve, dunque, esplorare un mondo nuovo per riscoprire quell’essenza smarrita dell’arte: l’intendo di comunicare qualcosa.
 
I prossimi giorni del progetto Roma60giorni, saranno quindi dedicati a Moving forward. Con ben 15 artisti da ammirare, non perdiamo altro tempo. Iniziamo subito!

 

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Artista: JB Rock (jbrock.it)
Zona: ex Dogana. Via dello scalo San Lorenzo
 
Superato l’ingresso, il primo passo è in un enorme spazio enigmatico che mi ha dapprima stordito. Poi mi ha invitato ad una contemplazione mistica come un predatore archeologico cerca di decifrare antichi geroglifici. Un salto indietro nell’evoluzione della comunicazione, riavvolgendo le lancette del tempo, fino ad arrivare ad anticipare la parola, la scrittura. E’ questo l’intento dell’artista JB Rock, nato a Roma nel 1979 e che (parola sua) scrive sui muri da quando ha 12 anni e non ha mai smesso perché, oggi come ieri, trova che nella sua vita non ci sia cosa che lo faccia sentire meglio. Tratti neri spessi, marcati, inghiottiscono tutta la superficie possibile: pareti, vetrate, pavimento, un’altalena e uno scivolo si coprono di segni che lasciano spazio a intrusioni di colore. E sono segni nati da un impulso irrefrenabile che viene prima di ogni altra parola, prima di ogni complessa riflessione. E’ un rigurgito primordiale dell’arte. Istinto e comunicazione.

 

 

PRIMA DI ANDARE VIA:

 

 

Scopri dove si trova quest’opera! Ecco qui la mappa!
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