Australiano, tifoso del Southampton e un viaggio di 41 ore per andare allo stadio

SOUTHAMPTON – C’è qualcosa di intimo, irrazionale e romanticamente non spiegabile quando si inizia a tifare una squadra o un giocatore. Forse non c’è nemmeno un inizio certo, ci si lascia trasportare in un climax ascendente che sfocia in passione. Ma ci sono degli episodi, questo sì. Tipo, Southampton – Everton, anno 1994. Vittoria per 2-0 per i “Saints” con reti di Ronnie Ekelund e Matthw Le Tissier.

James Thornell, oggi 30enne, ha iniziato così ad appassionarsi al Southampton. Era davanti al televisore con suo fratello. «Io tifo Everton perché il nome assomiglia ad Essendom (squadra di football australiano). Tu, invece, tifi per gli altri», gli disse. Una contesa infantile, ma dopo quella vittoria, James ha preso sempre più a cuore i suoi nuovi beniamini. Li supportava, però, solo sul divano. Sì perché fino a sabato scorso James non era mai andato allo stadio di St. Mary. Ci aveva pensato già in passato, ma un “limite” lo bloccava. James vive a Melbourne, in Australia.

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Fino a sabato scorso, dicevamo.  Quasi 9.500 miglia e un viaggio di una durata di 41 ore. Due virtù (o pazzie) che raccontano la fenomenologia del supporter oltre frontiera, come il tifoso di Belgrado che ha seguito la sua squadra, il Partizan, a Milano in bici o il giornalista giapponese appassionato di calcio scozzese che arriva in Scozia, ma scopre che la partita è stata rinviata. Lunghi romanzeschi viaggi per poter dire «io c’ero» e per intonare cori su uno scomodo seggiolino (o più probabilmente in piedi), con una visuale magari poco limpida. 

James ha messo in tasca il suo cellulare con la cover bianca e rossa (come i colori della squadra) e ha lasciato la sua casa a Melbourne alle 5 del mattino (ora locale) di venerdì. Poi, preso un autobus per l’aeroporto e da lì un viaggio di 28 ore per mettere piede in Inghilterra alle 7.30. Ah, ha fatto anche scalo nel Brunei e Dubai.  
Dopo aver visto la sua prima partita dal vivo, ha detto: 
«E’ stato il giorno più bello della mia vita e lo è stato ancor di più perché ho scambiato quattro chiacchiere con alcuni giocatori. Ryan Bertrand mi ha dato la sua maglietta dopo aver sentito la mia provenienza».
Solitamente in queste storie, il risultato del match è quasi accessorio. Eppure, per il Southampton, quella contro il Sunderland è stata un partita storica: vittoria per 8-0. L’ultima volta a segnare otto reti è stato contro il Northampton Town nel dicembre 1921. E dubitiamo ci sia stato un australiano avventuriero anche in quella occasione.
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