Storia di una partita spettacolare e del giornalista che l’ha raccontata in poche battute

LONDRA – «Quando ho preso il mio posto al London Borough of Barking & Dagenham Stadium – o Victoria Road come è noto alla maggior parte dei tifosi – non mi sarei aspettato quello che è successo nel corso delle successive tre ore. Né chiunque altro se lo sarebbe aspettato. Con il calcio d’inizio alle 07:45, il mio compito era di presentare un articolo di 300 parole alle 9:10 (dopo 70 minuti) per la prima edizione del giornale e poi chiamare di volta in volta la redazione per gli aggiornamenti. 300 parole erano abbastanza e sarei stato fortunato se la metà di quelle fossero finite sul giornale dato che con un gap di due divisione tra le due squadre, almeno sulla carta, era una serata semplice per il Brentford».
 
Non capita spesso di leggere un articolo di giornale, per di più sportivo, scritto in prima persona. Ma la storia di James Andrew, giornalista del DailyMail, necessitava di un cambio di prospettiva per raccontare quella che è stata l’esperienza di una partita fuori dall’ordinario.
Siamo ancora ad agosto, eppure il calcio inglese ha già riposto asciugamani e teli da mare negli armadi. In settimana si è disputato il primo turno della Capital One Cup, la coppa inglese alla quale partecipano tutte le squadre iscritte nelle leghe professioniste (da non confondersi con la FA Cup aperta, invece, anche ai team dilettanti). 
Segnatevi questa partita perché a modo suo è entrata nella storia della patria del football, consapevoli che forse già ad agosto si è visto il match più spettacolare della stagione pallonara.

 

Dagenham&Red contro Brentford è un po’ un derby londinese. Il Dagenham&Redbridge Football Club è, infatti, una società calcistica con sede a Dagenham, un suburbio nella zona est di Londra. Il club milita attualmente nella Football League Two, la quarta divisione del calcio inglese. Il Brentford Football Club, invece, ha sede nell’omonimo distretto di Londra e disputa quest’anno la Championship, la seconda divisione.
Due categorie di differenza che ben potevano far pensare in un match a senso unico. Così è sembrato per i primi dieci minuti con la doppietta di Dallas che ha portato in vantaggio i “Bees”, le “api” del Brentford.
brentford
«Non molto dopo il secondo gol, ho ricevuto un sms da un collega che mi ha scritto ‘notte facile per te!’. E’ stato difficile non essere d’accordo con lui», ha detto James Andrew. «Due goal dello stesso giocatore, facile da annotare così da scrivere con cura l’attacco, avendo un sacco di tempo ancora a disposizione. Anche quando il Dagenham ha segnato, non ero troppo preoccupato. La stesura dell’articolo andava per il verso giusto».
Poi qualcosa è cambiato: poco dopo il goal segnato dai padroni di casa, è venuto giù un temporale biblico, pioggia manzoniana segno della provvidenza o nuvoletta malefica fantozziana segno nefasto di quello che stava per accadere?

 

«Non ho idea di come sarà la fine del mondo, ma è molto simile a quello che ho visto…e mi stavo pentendo di non avere alcun tipo di giacca impermeabile o un ombrello con me».

 

A questo punto inizia il dramma per il corrispondente del DailyMail, mentre sul terreno di gioco succede di tutto: i primi 45 minuti terminano sul 3-2 per il Brentford e la vittoria degli ospiti sembra in saldo anche nel secondo tempo, conducendo 4-3 a pochi minuti dal fischio finale. Al 90′, però, James Andrew ha dovuto riaggiornare il suo tabellino. Si rimane ancora allo stadio, il Dagenham ha segnato la rete del 4-4. Si va ai supplementari e l’epopea del giornalista assume contorni tragicomici.
Dodici reti in tutto, un pareggio terminato 6 a 6 dopo 120 minuti di battaglia. «Ho dovuto rielaborare nuovamente il pezzo, guardando nervosamente l’indicatore della batteria in alto a destra del mio schermo per vedere quanto tempo avevo». Ma non è ancora finita: a decidere le sorti delle due squadre è astat la lotteria dei calci di rigore. Così James durante la pausa ha mandato un messaggio al suo collega, il quale gli ha risposto: «Gesù! Sono sul treno verso casa!»… Fortunato di lui.
A spuntarla dal dischetto sono stati i giocatori del Brentford, che hanno superato il turno come pronosticato alla vigilia (un po’ meno pronosticabile era come hanno vinto).
«E’ giusto dire che mi ricorderò questa partita per molto tempo. Spero che il mio prossimo match non sarà così frenetico. Dopo il mio viaggio verso casa – 37 fermate sulla District Line – mi sentivo come se avessi giocato anche io per 120 minuti». 

Qui tutti i goal del match:

Nella storia della Capital One Cup non si era mai registrato un 6-6. Dodici goal, invece, sono stati segnati nell’ottobre 2012, nel match tra Arsenal e Reading. Sotto di quattro reti, i Gunners di Wenger vinsero poi per 7-5. Qui le reti:

Storia e foto sono tratte dall’articolo del DailyMail che potete leggere cliccando qui.

 

 

 

 

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