Capitali verdi (le altre), l’Italia non è «green»

BRUXELLES – Riconoscere gli sforzi delle città sul fronte ambientale e dare visibilità alle migliori pratiche incoraggiando lo scambio tra i vari paesi europei. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa “Capitale verde europea”, nata nel 2010 come premio annuale per valorizzare la città all’interno dell’Unione Europea che si dimostrata sensibile alle tematiche legate alla sostenibilità ambientale ed energetica.

 
Rinnovare l’assetto urbano, gestendo proficuamente le proprie risorse e gli spazi dovrebbe essere la prerogativa di amministrazioni e cittadini europei. Il progetto, infatti, va inquadrato in un contesto attuale che conferma come più di due terzi degli europei vive in medi o grandi agglomerati urbani. E’ in queste aree, pertanto, che si concentrano la maggiori sfide ambientali della società moderna.
 
LE CANDIDATE – Il 3 aprile scorso, la Commissione Europea ha annunciato le cinque finaliste ammesse alla prossima tappa per il titolo 2016. Sono Essen in Germania, Lubiana in Slovenia, Nijmegen nei Paesi Bassi, Oslo, capitale della Norvegia e Umeå in Svezia. Nella fase preliminare era in corsa anche Reggio Emilia come rappresentante italiana.
 
«Un gruppo molto eterogeneo, che vede fianco a fianco città grandi e piccole», ha affermato Janez Potočnik, commissario europeo responsabile per l’Ambiente, il quale ha affermato che «è incoraggiante vedere la qualità di queste candidature, tutte accomunate dalla coalizione di forze tra autorità locali e cittadini per migliorare l’ambiente urbano e promuovere lo sviluppo sostenibile». Rivolta ai 28 Stati membri dell’UE, ai paesi in via di adesione e ai paesi candidati, quest’anno l’iniziativa “Capitale verde europea” è stata aperta anche a centri urbani con almeno 100mila abitanti (fino all’edizione passata era rivolta alle città europee con più di 200mila abitanti).

copenaghen

 

 
COME ESSERE “GREEN” – Funzionamento dei trasporti locali, natura e biodiversità, qualità dell’aria o dell’ambiente acustico, gestione dei rifiuti. Sono alcuni parametri che verranno sottoposti a giudizio. La prossima tappa, infatti, è fissata per il 23 giugno, quando le città rimaste in lizza presenteranno, alla giuria riunita a Copenaghen, il proprio progetto, la propria idea di comunicazione e le proprie qualità per essere considerate città modello. Sarà poi fissato per il 24 giugno, la proclamazione della vincitrice.
 
NESSUNA ITALIANA FINO AD OGGI – L’idea nacque nel maggio del 2006 quando a Tallin, in Estonia, su iniziativa dell’ex sindaco Jüri Ratas, 15 città europee e l’Associazione delle Città Estoni firmarono congiuntamente un memorandum che proponeva l’istituzione del Sistema Europeo di Riconoscimento della Capitale Verde. Dal lancio di questa iniziativa, nel 2010, sei città si sono guadagnate il titolo. Stoccolma, capitale della Svezia, è stata la prima, seguita da Amburgo, in Germania, nel 2011, Vitoria-Gasteiz, Spagna, nel 2012 e Nantes in Francia nel 2013. L’attuale detentrice è Copenaghen, capitale della Danimarca, che cederà il posto a Bristol, Regno Unito, nel 2015.
 
 
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