La Fifa da il via libera ai copricapi religiosi

ZURIGO – Scendere in campo indossando l’hijab, il tradizionale velo islamico o altri copricapi religiosi, da oggi sarà possibile. L’International Board della Fifa, durante la riunione di Zurigo, ha confermato il loro utilizzo in partita, per un periodo di prova di 20 mesi. «Si è deciso che i calciatori, ovviamente donne comprese, possano giocare con la testa coperta», ha detto il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke.
 
QUANDO L’IRAN FU ESCLUSA – Proprio dal mondo calcistico femminile, nel 2011, partì il primo segnale di protesta. L’AFC (la Confederazione asiatica del calcio) avanzò una richiesta di abolizione dell’hijab, dopo che la Nazionale femminile di calcio iraniana fu esclusa dalle qualificazioni per l’Olimpiade di Londra 2012 per aver rifiutato di togliere il velo prima di disputare un incontro. Tra le lacrime delle atlete, quel match contro la Giordania fu assegnato 3-0 a tavolino con conseguente eliminazione dal torneo. Ma il via libera è stato concesso dalla Fifa anche in risposta alla richiesta avanzata l’anno scorso da una squadra maschile, interamente formata da giocatori di etnia sikh, a cui era stato impedito di giocare un torneo in Canada, perché nessuno di loro aveva voluto togliersi il turbante.
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FEDERAZIONE FRANCESE CONTRARIA – Jerome Valcke ha affermato che verrà inviata una circolare esplicativa a tutte le federazione calcistiche nazionali e che i veli e turbanti dovranno comunque essere conformi e non d’intralcio o pericolo per gli avversari. Ma in Francia si sono dimostrati contrari. Il presidente della Lega, Frederic Thiriez, ha definito la decisione «un grave errore dal momento che la Carta olimpica esclude qualsiasi segno religione. Va contro i diritti delle donne – ha affermato Thiriez – e minaccia la neutralità del calcio in questioni religiose e politiche».
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ISRAELE, OK PER LA KIPPAH – Proprio in questi giorni, l’Associazione israeliana di calcio, dopo un tira e molla con atleti ebrei osservanti, ha confermato il via libera per poter scendere in campo con la kippah. Nel 2010, durante una partita di Champions League contro il Salisburgo, il calciatore dell’Hapoel di Tel Aviv, Itay Shechter fu ammonito per aver festeggiato un goal indossando il copricapo.

L’articolo è anche su Medi@terraneoNews

 
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