Un gatto non dormirebbe mai su un libro mediocre

Un gatto non dormirebbe mai su un libro mediocre
(Harold Weiss)
Il suono acuto del vetro che entra in contatto con il legno è inconfondibile. E’ istintivo perché dopo il tonfo primordiale, si sgretola in indistinti tintinnii. Orbene, per un modesto uomo di metà ‘400, il calamaio era l’unico oggetto di vetro in casa. Per un modesto scrittore di metà ‘400 quel calamaio pieno d’inchiostro era più vitale del sangue che gli scorre nelle vene. 
 
Lo scrittore era in cucina, l’acqua bolliva e preparava un infuso caldo. In un pomeriggio ombroso di una domenica piovosa è l’invito a scrivere. Aveva lasciato socchiusa la porta dello studio per far entrare un po’ di tepore proveniente dalla cucina. La porta era adesso, invece, spalancata. Come quando un bambino non crede più a Babbo Natale, ma non dice nulla ai genitori per non creare dispiacere, ecco lui avevo già in mente l’identikit del colpevole, ma fece finta di nulla. Pensava solo che di domenica pomeriggio mai avrebbe potuto trovare una bottega aperta per comprare un nuovo calamaio. 
 
La curiosità si misura in proporzione all’irraggiungibilità quanto l’ovvio sfugge all’occhio. Avete presente la storia della lettera rubata di Edgar Allan Poe? Tanto ricercata che alla fine è sotto gli occhi di tutti? Bene, un gatto mai si interesserebbe ad un oggetto a portata di zampata. Ma se quello stesso oggetto fosse lontano, ecco che allora acquisirebbe un fascino unico. Il colore verde smeraldo della piuma della penna lievemente mossa dagli spifferi, brillava luminoso. Plutone, così si chiamava il gatto per via del pelo grigio fumo, aveva pianificato tutto. E’ bastato un istante, una distrazione. Poi il tonfo del calamaio rotto, una rapida fuga attraverso la porta e poi chissà.
 
Lo scrittore si ritrovò senza penna, senza inchiostro e quel poco che rimase era spalmato lì su un manoscritto. C’erano quattro impronte, forse ci rimarranno per sempre. Ma non ci poteva essere rabbia. Perché ai gatti va riconosciuto il merito di risolvere i problemi con le fusa. 
 
Sopra la fantasia. Sotto la realtà.
 
Datato 1445, questo manoscritto delle “Lettere e commissioni di Levante” è stato scoperto da Emir Filipović studente dell’Università di Sarajevo mentre faceva delle ricerche presso l’Archivio di Stato di Dubrovnik.
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