Pakistan, Aitzaz è morto sventando un attacco kamikaze alla sua scuola

ISLAMABAD – «Mio figlio ha fatto piangere sua madre, ma ha evitato che altre madri piangessero per i loro figli». E’ l’orgoglio di Mujahid Ali Bangsh, il padre di Aitzaz Hasan, il ragazzo di 14 anni che ha perso la vita ostacolando il tentativo di un kamikaze di far saltare la sua scuola. E’ successo lunedì a Ibrahimzai, città sciita nel distretto di Hangu, a 200 km ad ovest della capitale del Pakistan, Islamabad.
 
SALVATI 2000 STUDENTI – Aitzaz era fuori dalla scuola, assieme a suo cugino ed un loro amico, quando si è avvicinato un ragazzo di 25-30 anni, con la divisa dell’istituto che ha spiegato di voler chiedere l’ammissione, domandando dove fosse la scuola. Insospettivi dalla domanda, si sono resi conto che lo sconosciuto nascondeva un detonatore ed una bomba. Aitzaz, si è lanciato contro il kamikaze per fermarlo; un testimone dice di averlo visto tirare un sasso, prima di bloccarlo, innescando così l’esplosione. Il suo gesto ha evitato una strage: si è immolato, sacrificando la sua vita per salvare circa 2mila studenti che in quel momento erano nell’edificio.
aizaz
 
MEDAGLIA AL VALORE CIVILE – L’attentato è stato rivendicato da un gruppo islamico sunnita che lotta per la conversione o l’uccisione delle comunità sciite, quale è appunto il distretto di Hangu. Il primo ministro, Nawaz Sharif, ha chiesto che ad Aitzaz venga riconosciuto il “Sitara-e-Shujja”, una medaglia al valore civile. «Ci sono poche persone nel mondo che sono martiri, ora io sono uno di quei padri orgogliosi il cui figlio è tra loro», è il commento di Mujahid Ali Bangsh che ha ringraziato i tanti gesti d’affetto come gli hashtag #onemillionaitzazs e #aitzaz lanciati su Twitter. Ma oltre alla lacrime, sale la rabbia di un paese che si domanda come le autorità non riescano a controllare questa violenza. «Non abbiamo bisogno di altri Aitzaz, né uno né un milione. Ci servono leader coraggiosi quanto lui», è il commento del giornalista Zarrar Khuhro, del quotidiano Dawn.
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