La Palestina sulla maglia di calcio. Polemica in Cile

SANTIAGO DEL CILE – La diatriba tra Palestina e Israele si sposta in terra cilena. E’ polemica per la decisione del Deportivo Palestino di sostituire il numero 1 sulle maglie con la cartina geografica della Palestina nella quale non compare lo Stato d’Israele. E’ successo sabato scorso nella partita inaugurale del campionato di chiusura contro l’Everton. Il Deportivo Palestino è una società nata nel 1920 a Osorno, città poco a sud della capitale Santiago, fondata da un gruppo di immigrati palestinesi. Sin dagli esordi, la squadra ha utilizzato come colori sociali gli stessi della bandiera del paese arabo: maglia a strisce rosse, bianche e verdi e pantaloncini neri. Al Deportivo Palestino si contesta la scelta di raffigurare quella che è stata la Palestina fino al 1947, escludendo di fatto l’esistenza dello Stato di Israele.
SCONTRO VERBALE – Nelle parole di Gabriel Zaliasnik, avvocato ed ex presidente della Comunità ebraica in Cile, è racchiuso il malcontento degli ebrei cileni: «L’irresponsabilità della dirigenza è senza precedenti – ha attaccato l’avvocato via Twitter – L’odio e la violenza sono istituzionalizzati nel calcio cileno». Più pacata e riflessiva è, invece, la posizione di Gerardo Gorodischer, attuale presidente della Comunità ebraica: «Sappiamo che la FIFA e la Federazione vietano tali azioni e fare una rivendicazione politica del tutto fuori luogo e fuori contesto, attraverso il calcio, genera odio tra le comunità e distorce la realtà e l’informazione». E se da parte del club finito nell’occhio del ciclone non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale, la Comunità palestinese cilena ha colto l’occasione per ribadire la sua ferma posizione: «Non concepiamo l’ipocrisia di coloro che esprimono indignazione per questo gesto in quanto si parla di un territorio occupato. Siamo dispiaciuti che i sionisti intendano importare nel nostro paese il conflitto in Medio Oriente».



IL CILE E LA PALESTINA – La Comunità palestinese in Cile, con circa 500mila individui, è considerata la più grande al di fuori dei confini arabi. I primi migranti arrivarono in Sudamerica a metà del 1800 durante la guerra di Crimea. Una seconda diaspora ci fu durante la I Guerra Mondiale e dopo il 1948. Lo stesso presidente della Federazione calcistica cilena, Sergio Jadue è di origine palestinese così come è cileno, ma naturalizzato palestinese, il primo giocatore professionista della Nazionale di calcio della Palestina. Roberto Bishara, nato a Santiago del Cile, è un centrocampista del Deportivo Palestino.

I PRECEDENTI – Nel gennaio del 2009, dopo alcuni raid israeliani su Gaza, l’attaccante maliano Frederic Kanouté, al tempo attaccante del Siviglia, esibì una maglia nera con la scritta Palestina ripetuta in varie lingue. Nel 2002, invece, Leonardo Cauteruchi, che in quegli anni difendeva i pali proprio del Palestino, indossò la mappa della Palestina. Ma «non fu una scelta con connotazione politica – ha detto Cauteruchi – Era solo un omaggio a un popolo che ha sofferto così tanto la guerra».
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