Responsabilità. In Scozia hanno capito cosa significa

SCOZIA – Responsabilità. Termine che deriva dal latino respondeo, il quale a sua volta si rifa al verbo spondeo, che indica l’atto del promettere e del garantire. Esempio:
«Dopo gli eventi di venerdì sera, il Celtic ha annunciato di aver emesso sospensioni cautelari nei confronti di 128 persone, in attesa di ulteriori indagini, impedendo loro di assistere a partite sia in casa che in trasferta». A comunicarlo è la stessa società scozzese dopo i danni dei tifosi banco-verdi al Fir Park di Motherwell nell’ultima partita del campionato. Danni per 10mila sterline, seggiolini distrutti, fumogeni verdi lanciati sul terreno di gioco a pochi metri dal portiere del Celtic, Fraser Forster. Lo stesso estremo difensore ha visto un razzo sfiorare la sua testa, dopo la rete iniziare di Kris Commons, la prima delle cinque con le quali il Celtic ha battuto i padroni di casa del Motherwell. 

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La polizia ha aperto le indagini, ma la società di Glasgow si è mossa parallelamente dimostrando di intervenire in prima linea per difendere il diritto degli altri tifosi di assistere ad una partita di calcio senza preoccupazioni. «Il club non tollera quanto successo e pertanto non c’è altra scelta che intraprendere questa azione. Non permetteremo che il nome del Celtic possa essere danneggiato in questo modo e i nostri tifosi non lo meritano», si legge sul sito del DailyMail. Ma non è tutto. 

 

 

Il gesto di maggiore responsabilità arriva dal Green Brigade, gruppo ultras del Celtic nato nel 2006. «Non perdoniamo la rottura dei seggiolini né i fumogeni lanciati sul campo. Siamo molto rammaricati che sia accaduto sotto il nostro controllo», si legge in un loro comunicato. Al momento non si sa se questi tifosi siano del gruppo o meno, ma al Green Brigade poco interessa: «Accettiamo il fatto che queste azioni siano avvenute dietro il nostro striscione in quello che era un settore non ufficiale del gruppo». E’ una risposta forte, senza giri di parole e senza giustificazioni. Il gruppo, che si definisce antifascista ed antirazzista recita il mea culpa, ma guarda avanti con convinzione: «Come organizzazione combattiamo la criminalità dei tifosi nel calcio. Avremmo dovuto avere un maggiore controllo nel nostro blocco e la nostra incapacità ha portato ad eventi che sono inaccettabili. Ci impegneremo a garantire che tali scene non si ripetano più». Più che una promessa, un atto garantito.

(foto di SNS Group)

 

 

 
 
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