In Croazia il referendum da ragione ai cattolici. No alle nozze gay

ZAGABRIA – «Una nazione si giudica dall’atteggiamento che assume nei confronti dellcge minoranze». Ivo Jopisovoc, presidente della Repubblica della Croazia, ha commentato così l’esito del referendum che ha chiamato i cittadini croati ad esprime il proprio pensiero sulle unioni tra coppie gay. Domenica primo dicembre, il 65% dei croati che si è presentato alle urne ha deciso di inserire nella propria Costituzione la definizione del matrimonio come «un’unione esclusivamente tra uomo e donna».

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TRIONFA LA TRADIZIONE – La Croazia, la cui popolazione è per il 90% cattolica, si unisce a Lettonia, Lituania, Polonia, Ungheria e Bulgaria, tra le uniche nazioni dell’Unione Europea ad aver inserito nelle rispettive Costituzioni una definizione esplicitamente eterosessuale del matrimonio. Nonostante i ripetuti appelli del Governo e di una larga parte dei media, l’iniziativa, promossa dal collettivo conservatore «In nome della famiglia», ha riscontrato larghi consensi. A maggio e in sole due settimane, infatti, la raccolta di firme aveva portato più di 750mila persone a sostenere il matrimonio tra uomo e donna.

 

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DUBBI DEMOCRATICI – Vano è stato il tentativo del Governo di presentare un ricorso all’Unione Europea per chiedere un giudizio sulla questione. Da Bruxelles hanno respinto ogni responsabilità, ribadendo l’esclusiva competenza degli Stati sulle leggi sul matrimonio. E in Croazia si è deciso anche di non stabilire nessun quorum per rendere valido o meno il referendum. L’affluenza è stata molto bassa e nonostante abbia votato solo il 37,86% dei 3,8 milioni di aventi diritto, l’esito è stato convalidato.

«Un’espressione di omofobia, un voto triste e insensato. Non dovremmo essere coinvolti in decisioni che invadono lo spazio intimo della famiglia» ha detto il premier Zoran Milanovic, il quale ha espresso timori per un precedente che può tendere a legittimare altre decisioni potenzialmente lesive dei diritti delle minoranze, come quella serba.

L’articolo è anche su Medi@terraneoNews

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