“We the Youth”. Keith Haring torna in vita a Philadelphia

«Dipingere è meraviglioso, rende più allegri e più pazienti. Dopo non si hanno le dita nere come quando si scrive, ma rosse e blu». Questo sosteneva Hermann Hesse, poeta e pittore che ha vinto il Nobel per la letteratura nel 1946. Un pensiero nel quale ci sono tutti gli ingredienti che formano Keith Haring e le sue opere. L’allegria, il sorriso che a primo impatto suscitano i radiant boy con le loro forme eclettiche e snodate, prima ancora di far riflettere lo spettatore su temi come la guerra, la religione e l’etnia. E che dire della scelta dei colori pulsanti e vibranti? Il rosso e il blu e non solo. 
Haring morto all’età di 31 anni, vive nelle sue opere. Una di queste, realizzata a Philadelphia nel 1987 è tornata a splendere di luce propria. Si chiama “We the Youth”  ed è stata realizzata dall’artista 26 anni fa, nel quartiere di Point Breeze con l’aiuto di alcuni bambini della città. Al progetto di restauro hanno collaborato il Philadelphia Mural Arts Program e la fondazione Keith Haring. 

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