Street art a Bari. Unisce o divide?

I cittadini cosa dicono? Tra provocazioni e critiche, l’arte urbana ravviva la 
cultura in città.
 
646de-sam3
SAM3 – Caserma Rossani

 

 

«Mai dipingere sul muro di una città in cui ancora si indicano gli aeroplani»

 

E’ una delle regole non scritte (strano a dirsi) dell’arte urbana. Il rischio, infatti, è quello di essere accolti dall’indifferenza di cittadini impegnati a guardare altrove. Bari in questi giorni è una tela a cielo aperto sulla quale artisti italiani e internazionali lasciano un segno del loro passaggio.

 

94180-00178
Sten&Lex – Palazzo dell’Economia

 

Al centro della città e delle polemiche c’è l’installazione di Sten&Lex sulla facciata del Palazzo dell’Economia. «E’ interessante perché caratterizza e vivacizza il panorama urbano un po’ smorto e lo ravviva» afferma Roberto che per la prima volta osserva la facciata.
Dissertazioni sul destino del Bari calcio o sul perché della crisi. E poi sull’uso corretto o illegale di spray e stencil. Tra caffè e sigarette, l’arte urbana valica le porte del bar, luogo storicamente “conservatore”. Nicola, titolare della caffetteria dinanzi al palazzo, nota una certa diffidenza tra i clienti. Che senso ha farlo su un edificio pubblico? Esiste ancora il Comune? «La facciata è orrenda. E’ un pugno in un occhio!» rincara la dose la signora Lia.
Che pugno sia. Ma che serva a squarciare il silenzio artistico di Bari, pensano altri. E se per Lorena la querelle tra il comune e la soprintendenza alza inutili polveroni ed è sintomo di cecità, Francesco crede che si possa accendere la miccia culturale in una città dormiente. «Il progetto è valido perché promosso da una galleria, quindi da competenti. – la risposta alle numerose perplessità – Il comune non ha speso soldi. Sono regali che, per quanto di natura effimera, io conserverei»

LEGGI ANCHE: Street art a Bari? Emiliano non si ferma, anzi rilancia

e979d-finaleozmo
Ozmo – sottopasso via Quintino Sella

 


Meno critiche, invece, attorno al trittico di San Nicola, realizzato da Ozmo nel sottopasso di via Quintino Sella. «Sarà il richiamo alla fede e il culto del nostro patrono – dice Mimmo che propone un’idea accattivante – Può portare turisti come avviene in altre nazioni. Chi gira il mondo non rimane sorpreso».

Alev, giovane turca in vacanza, passeggia su corso Vittorio Emanuele ed è sorpresa: «Perché mai l’arte può rappresentare un problema? Da noi molte città sono ricoperte da murales. E’ sintomo di vita».
Provocare, attirare l’attenzione di chi è estraneo al movimento. L’intento è riuscito. A Bari si parla di arte lontano dai luoghi tradizionali e per la prima volta ci si trova a riflettere su un quesito che già ha investito altre metropoli. Ma è davvero arte?
Roberta, che sulla street art sta scrivendo una tesi, afferma: «Quello dall’indoor all’outdoor è un passaggio controverso visto con occhio diffidente dall’establishment. Certo è che ci dev’essere informazione per avvicinare il cittadino disinteressato. E invogliarlo a pensare all’arte non solo rinchiusa in quattro mura».
E che dire dei manifesti in campagna elettorale? Si chiede ironica Valentina, che rilancia citando Walter Benjamin. «Le opere devono restare e assumere l’aura del tempo sosteneva il filosofo tedesco. Lo sporco, la crosta sul murale danno fascino. Sarà il tempo a dare alle opere il giusto valore»
 


Curiosità e artisti: ecco Fresh Flâneurs




Fresh Flâneurs è il nome del progetto promosso dalla galleria Doppelgaenger che si propone di essere la prima retrospettiva di arte urbana a Bari. Perché flâneur? Un rimando a Charles Baudelaire che utilizzò il termine riferendosi a quel gentiluomo che passeggia per le strade di Parigi senza una meta, ma in cerca di curiosità e di bellezze. Ed è quello che si invita i cittadini baresi a fare. Addentrarsi e spingersi oltre per scoprire angoli e muri della loro città. I galleristi Antonella Spano e Michele Spinelli, supportati dal sindaco Emiliano e da Vittorio Parisi, consigliere per le arti urbane, critico e curatore della galleria, hanno invitato nove artisti dall’Italia e dall’Europa. Un progetto che ha proposto stili e tecniche differenti, da figurazioni classiche, all’astrattismo passando per lo stencil e al disegno. Sfaccettature che rientrano nella vasta poliedricità della street art. L’artista 108 di Alessandria ha dipinto sulla facciata dell’edificio dell’Acquedotto in piazza Diaz. Geometrie informi e astratte travolte dalla presenza del nero con tocchi di colore luminoso. SAM3 dalla Spagna ha, invece, usato un lato della caserma Rossani per esprimere la sua identità artistica. Silhouette nere caratterizzano il suo stile, con movimenti e posture che riecheggiano sculture antiche. I tre San Nicola sul sottopasso di Quintino Sella dimostrano uno studio del contesto nel quale operare da parte del toscano Ozmo. Una sinergia tra opera e muro e uno stile che si ispira alla tradizione classica e all’iconografia agiografica. Poi ci sono gli Hell’O Monsters, trio belga con il loro immaginario surreale, fiabesco con figure a volte macabre. Il francese El Tono con le sue geometrie snelle e coloratissime. E infine Sten&Lex di Roma e di Taranto, celebri per i loro murales in bianco e nero, unione di diverse tecniche come la fotografia, lo stencil e lo spray. Hanno decorato la facciata del Palazzo dell’Economia.

1a032-streetart
El Tono, Hell’s O Monsters, 108

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...