Cinque anni, palestinese, arrestato per aver lanciato una pietra

HEBRON (CISGIORDANIA) – «Quando sono arrivato a casa, ho visto alcuni soldati all’ingresso. Un ufficiale è venuto da me e mi ha ordinato di consegnare mio figlio…Gli ho chiesto: “Perché arrestare un bimbo di cinque anni?” Un soldato accanto al funzionario mi ha mostrato una pietra e ha affermato che mio figlio l’aveva gettata, e che aveva colpito l’auto di un colono.
 
Ho cercato di convincere l’ufficiale, ma ha detto che mi avrebbero arrestato. Sono entrato in casa e mio figlio stava piangendo». Sono le parole del palestinese Karem Maswadeh a B’Tselem, organizzazione israeliana non governativa che ha assistito e denunciato una storia che alimenterà ulteriormente la tensione tra Israele e Palestina. Suo figlio di 5 anni è stato fermato dai soldati israeliani con l’accusa di aver lanciato un sasso contro la macchina di un colono. E’ successo lo scorso 9 luglio a Hebron in Cisgiordania nei pressi di un checkpoint vicino la Tomba dei Patriarchi.
Territori: Ong, bambino palestinese 5 anni fermato per 2 ore
Nel video che sta facendo il giro del mondo si vede il bambino urlare, disperarsi, battere i piedi per terra alla vista dei fucili. I suoi coetanei sono accanto a lui, non lo lasciano solo fino a quando un passante lo prende per mano e seguendo le indicazioni dei militari, lo fa salire sulla jeep. Così il suo pianto si perde nel caldo afoso del primo pomeriggio, mentre il camioncino si allontana in direzione della casa del bambino.
E’ la stessa B’Tselem a descrivere quanto accaduto successivamente, dal rifiuto della madre di consegnare il figlio, all’arrivo del padre che, sotto la minaccia dell’arresto, non ha potuto far altro che seguire il figlio. Al posto di blocco, ammanettato e bendato, Karam ha ascoltato un ufficiale interrogare suo figlio e rimproverare i soldati che avevano agito senza curarsi delle telecamere accese. Uno scambio di parole, altri minuti che si vanno a sommare alle quasi due ore di terrore per il ragazzino. I due, poi, sono stati portati in una stazione di polizia palestinese, dove sono interrogati e rilasciati.
Ma l’età minima per la responsabilità penale in Israele non è di 12 anni? E quanti altri episodi simili sono rimasti nel silenzio, in assenza di telecamere? Sono le domande, al momento senza risposte, di B’Tselem.
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