Marion Bartoli regina di Wimbledon

LONDRA – Wimbledon ha la sua nuova regina. E’ la francese Marion Bartoli che in finale ha battuto la tedesca Sabine Lisicki in due set con il punteggio di 6-1, 6-4. Prima transalpina ad alzare le braccia al cielo sull’erba londinese dopo la Mauresmo nel 2006. E dietro alla prima vittoria in uno slam della Bartoli, c’è proprio Amelie, sua allenatrice dopo aver preso il posto del padre.
DESTINI INCROCIATI – Vittoria contro Serena Williams e Radwanska, finaliste dell’edizione 2012. Miglior tappeto rosso per presentarsi in finale, Sabine Lisicki non poteva trovarlo. Paradossalmente però, le troppe aspettative maturate da tabloid e ambienti hanno destabilizzato la tedesca, 23 anni e numero 23 nella classifica mondiale femminile (WTA), alla sua prima finale in uno Slam. L’unica volta fin’ora che Bartoli aveva affrontato una numero 23 a Wimbledon è stata nella finale del 2007. Ma quell’anno l’avversario era Venus Williams che, dopo un infortunio, si riprese vincendo quell’edizione con il punteggio di 6-4, 6-1 . Pressione da un lato e rivincita dall’altro, dunque, sono stati i due fattori che hanno segnato e condizionato l’andamento della finale, durata appena 1 ora e 15 minuti.
Marion Bartoli
ILLUSIONE E SUSSULTO. NEL MEZZO,RULLO FRANCESE – In un match senza storia, il primo game d’apertura è sembrato confermare i pronostici della vigilia con la tedesca che subito ha strappato il break. Con la stessa decisione con la quale è entrata nel match, così è uscita di scena. Già dal game successivo la Bartoli ha dominato mentalmente e fisicamente l’avversaria, non lasciandole mai tempo di pensare. Doppi falli, dritti impresi e riposte sotto rete troppo teneri, hanno pian piano affossato la tedesca che per tutto il primo set è stata incapace di reagire. La tedesca ha sbagliato molto, troppo. Merito anche della 28enne transalpina e della cura Mauresmo.
Oggi, la numero 15 in classifica WTA, è apparsa molto più poliedrica che in passato. Racchetta impugnata a bimani come suo solito, ottima risposta e ottimo piazzamento su ogni palla con i piedi saldi in campo. Ma non solo. Ha accettato di scendere anche sotto rete, non disdegnano tocchi morbidi. Terminato il primo set 6-1, il secondo ne ha risentito inevitabilmente. La platea dell’All England Lawn Tennis Club, infatti, ha assistito alla reazione della LIsicki solo su 5-1 per la francese. Un sussulto fugage, l’utlima esalazione rabbiosa quando le lascrime già scendevano copiose. Il match si è prolungato per qualche istante fino al 5-4, quando sul suo turno di battuta Bartoli si è scrollata di dosso quel poco di tensione che l’era rimasta chiudendo con un ace, un cammino londinese perfetto senza aver mai perso un set.
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