Confederations Cup: il Giappone gioca, l’Italia vince

RECIFE – Nel secondo turno di Confedations Cup, l’Italia batte il Giappone per 4-3 al termine di una partita a dir poco rocambolesca. Con sei punti in classifica, i ragazzi di Prandelli superano il turno e si giocheranno con il Brasile il primo posto nel girone.
FUSO ORARIO O SEMPLICEMENTE FUSI? Arena Pernambuco, Recife. Le 19 in Brasile, mezzanotte in Italia. Cinque ore di scarto confermate solamente dai colori degli spalti che ci ricordano di essere in Sud America. Tra uno sbadiglio ed un occhio pigro seduti in poltrona, si è avuta l’impressione che anche gli azzurri stessero giocando con l’orologio settato alle ore 00.00. Prandelli conferma nove undicesimi che ha vinto contro il Messico all’esordio. Fuori Marchisio e Abate, dentro Aquilani e Maggio. Nel Giappone a cambiare rispetto alla sfida contro il Brasile non sono gli interpreti, ma la mentalità. E la differenza è sin da subito percettibile. L’Italia è tutto e il contrario di tutto dei nipponici. I ragazzi di Zaccheroni sono ordinati, precisi e giocano con raziocinio. Gli undici azzurri sono stati arruffati, scoordinati e hanno corso a vuoto per lunghi tratti.
Al 20′ il Giappone concretizza un inizio di partita dominante. De Sciglio passa il pallone a Buffon, ma la traiettoria è lenta e facilmente prevedibile. Il numero uno azzurro va incontro alla sfera, ma la frittata è fatta. Collisione con l’avversario e calcio di rigore. Honda va sul dischetto e con il sinistro realizza la rete del vantaggio. Reazione azzurra?Macché. Nagatomo e Uchida corrono e pressano sulle fasce, Okazaki e Hasebe a centrocampo annullano Pirlo e Aquilani che lascia il posto a Giovinco alla mezz’ora. Prandelli ricorre, dunque, ai ripari, ma l’Italia sbanda ancora. Altra dormita su un calcio d’angolo. Mischia in area con Chiellini che non regge il contrasto fisico con Kagawa. Palla alta addomesticata dal giocatore del Manchester United che di sinistro al volo supera Buffon per la seconda volta. E’ il 2-0 al 33′. Italia impotente che si becca gli olè del pubblico ad ogni passaggio degli avversari. In Brasile, il Giappone sembra la Seleçao.
15 MINUTI + 1. E’ tutta una questione di testa. E lo fa capire De Rossi (ammonito, salterà il match contro il Brasile), che, a qualche minuto dal termine della prima frazione, con una zuccata perfetta, supera Kawashima, minando stabilità e certezze nipponiche. E infatti in un quarto d’ora, a cavallo del primo e secondo tempo, l’Italia ribalta ruoli in campo e risultato. Sulla linea di fondo campo Yoshida protegge senza convinzione un pallone, sul quale si avventa Giaccherini che controlla e di piatto la butta nell’area piccola. La sagoma di Balotelli spaventa Uchida che goffamente devia nella propria rete. Palla al centro e l’Italia passa addirittura in vantaggio. Omaggio dell’arbitro Diego Abal che regala un calcio di rigore per un tocco di mano di Hasebe. Ma il pallone sbatte prima sul suo corpo. SuperMario, al ’52, trasforma il penalty alla sua maniera.
E’ l’una passata qui da noi, ma sbaglia chi pensa di spegnere la tv per andare a dormire. La spia della riserva d’ossigeno azzurra inizia a lampeggiare pericolosamente così come vacilla la difesa. Honda dribbla e inventa giocate e tutti gli altri lo seguono. A venti minuti dal termine, altra disattenzione e altro pareggio con Okazaki che gira di testa un cross di Endo. E’ Zaccheroni a sperare fino alla fine il goal vittoria. Ma basta 1 minuto, 60 secondi per fissare il risultato sul definitivo 4-3. De Rossi taglia con un filtrante l’area di rigore avversaria, palla rasoterra per Marchisio (subentrato a Giaccherini) che con altrettanta precisione offre un cioccolatino che Giovinco scarta gustandoselo fino in fondo. Primo goal per lui con la maglia azzurra. Una risata, qualche brivido finale e poi il triplice fischio.
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