Street art a Bari? Emiliano non si ferma, anzi rilancia

BARI – La street art invade il Palazzo di Città. Nessun uso di spray o vernice, però. L’affresco di Crollalanza sul soffitto rimarrà immacolato. Nella sala consiliare si è parlato di arte urbana come forse mai si era fatto in passato. Mentre, affacciandosi su corso Vittorio Emanuele, Sten&Lex, due artisti italiani erano intenti a completare la facciata del Palazzo dell’Economia.
Proprio quel palazzo è al centro di dibattiti e discussioni. Il sindaco Emiliano, assistito da Antonella Spano e Michele Spinelli, proprietari della galleria d’arte contemporanea Doppelgaenger, ha invitato al dialogo la soprintendenza, alla quale spetterà il verdetto finale e ha risposto a chi, come il consigliere Filippo Melchiorre ha fatto notale le anomalie del provvedimento. «Si parla di riqualificare spazi pubblici degradati, ma il Palazzo dell’Economia è così a pezzi e dimenticato?», è in sostanza il pensiero del consigliere. L’installazione di Sten&Len, non ancora terminata, rientra nel progetto «FreshFlâneurs», la più corposa e massiccia retrospettiva dedicata all’arte urbana fatta nel capoluogo pugliese che la galleria presenterà il prossimo 25 giugno. Lo spagnolo SAM III, il francese El Tono, 108, Ozmo, il trio belga Hell’O Monsters, oltre agli artisti sopra citati: nove ragazzi dal valore internazionale e riconosciuto, per lasciare una traccia in qualche angolo di Bari. Ognuno con il proprio ideale, con il proprio messaggio, con la propria estensione di se stessi sul muro. Per provocare o semplicemente per rendere un muro meno grigio.
«Ma sempre con raziocinio e rispettando le leggi vigenti e le autorizzazioni», ha voluto sottolineare il sindaco.

 

Emiliano crede nelle potenzialità e nei benefici che questo rapporto può portare a Bari. Ad una città che è povera di musei e che potrebbe, così, puntare su un turismo non solamente relegato in zona lungomare. Per questo non fa un passo indietro, anzi rilancia. Chiede autorizzazioni alla soprintendenza per rendere permanenti le attuali opere e utilizzare l’intero sottovia di via Quintino Sella per nuove espressioni a cielo aperto. Un deterrente anche per chi, ciclicamente, lascia scritte di storie d’amore infrante o di rivendicazione d’orgoglio calcistico.
 
Non dimenticando che l’arte ha il compito di svegliare i dormienti. La street art può sorprendere o può provocare, ma di sicuro smuove il cittadino e non lo lascia indifferente. Possibilmente però, qualcuno ha il compito di informarlo e renderlo consapevole di quello che lo circonda. Caso tipico: passante in piazza del Ferrarese che osserva l’opera di Jannis Kounellis e commenta «e ci je chedd c’minir…?» (traduzione: cos’è quella ciminiera?)
 
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