A Gaza le donne non corrono

GAZA – A Gaza non si corre più. Hamas, l’organizzazione paramilitare palestinese, ha deciso che «uomini e donne non possono correre assieme». Una decisione che ha spiazzato molti e che ha costretto la Unrwa (l’agenzia dell’Onu impegnata con i rifugiati palestinesi) ad annullare la maratona di Gaza già organizzata e prevista. Dopo due anni, dunque, non si correrà più la 42 km sulla Striscia di Gaza, promossa per raccogliere fondi per i campi estivi dell’Onu. Dal confine con Israele a quello con l’Egitto, su poche strade asfaltate, i corridori passano attraverso mercati, lembi di deserto sotto gli sguardi dei militari armati. Una prova impegnativa, eppure nelle precedenti edizioni, le donne avevano lanciato un segnale forte, un grido di integrazione.

Nel 2011, Gemma Connell fu, infatti, l’unica ragazza a gareggiare. L’anno scorso, molte ragazzine hanno preso parte alla competizione indossando le maglie della loro scuole. Correre in abbigliamento sportivo lungo e con il capo coperto, evidentemente non era sufficiente. Il percorso tracciato da queste donne è scomparso nella fitta polvere del pregiudizio. Il segretario di Hamas, Abdessalem Siyan, ha affermato che «sarebbe bastato non farle correre contemporaneamente ai ragazzi». Un’ammissione di disuguaglianza. E di timore, perché la decisione giunge dopo l’assegnazione dei pettorali da gara. Tra gli 807 iscritti, infatti, la metà sono donne e tra queste 266 provengono dalla Palestina.

gaza

«Quello che facevo sembrava avere un senso per le persone» disse Forrest Gump dopo aver corso ininterrottamente per tre anni senza una meta. Questa maratona è nata con uno scopo chiaro: correre, raggiungere il traguardo sfidando sé stessi per affermare la propria libertà. Contro tutto e tutti. Come ha fatto Jumana al-Shihri, insegnante di 30 anni. «L’anno scorso mi hanno insultato per tutto il tragitto, ma avevo deciso di riprovare senza badarci». Impossibile per l’Onu, dunque, trovare compromessi. No quando viene meno lo spirito di unione dello sport. In precedenza l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dovuto rinunciare ai «Giochi d’estate», progetto d’integrazione di bambini attraverso gare di aquiloni e di poesie. Allora come oggi, Hamas ha costellato di ostacoli i progetti. Per le donne l’emancipazione è ancora lontana. Più di 42 km.

Puoi leggere l’articolo anche su Medi@terraneoNews

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