Belgio e Olanda fate largo a Zulte Waregem e Vitesse. Storie “fuori dall’ordinario” al successo

 

Si potrebbe chiamare la “Rivoluzione del Benelux”, quella che sta prendendo corpo nei massimi campionati di quello scorcio d’Europa tra papaveri, mulini, canali e patatine fritte. Cambia il vento in Jupiler League e la Eredivisie, o almeno inizia a muoversi qualcosa: si perché dopo importanti successi ottenuti in questo inizio di stagione, rispettivamente in Belgio ed Olanda,  non passano più inosservate. Stiamo parlando delle squadre Zulte Waregem e Vitesse. Chi pensava ad Anderlecht, Standard Liegi, PSV, Ajax o Twente, non rimanga deluso: i progetti delle due squadre, tra favole, rivincite e tante belle speranze, affascinano e sono vincenti.
 
QUI BELGIO – Lo Zulte Waregem è una piccola famiglia, ha le ambizioni di un adulto, ma sogna ancora come un ragazzino che non sa cosa aspettarsi dalla vita. Dopo il giro di boa in Belgio, a metà campionato, la squadra è seconda in classifica con 33 punti, solo a 4 lunghezze di distacco dal treno Anderlecht. Ma il 4-3-3 è davvero solido, gioca bene e subisce poco: solo 4 reti subite in trasferta come conferma lo 0-1 con cui hanno espugnato il difficile campo del Gent nell’ultimo turno. 
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I successi di oggi però hanno radici profonde, quando ancora si giocava per diletto e passione. L’attuale club, infatti, è nato solo nel 2001 dalla fusione di VV Zultse e KSV Waregem. Piccola, ma tremenda, la squadra è diventata professionista nel 2005, e già l’anno successivo si è magicamente ritrovata a partecipare alla Coppa Uefa, dopo aver vinto la coppa nazionale, uscendo solo ai sedicesimi di finale contro il Newcastle: una grande impresa considerando che gli stipendi medi dei giocatori inglesi erano minimo il triplo delle risorse societarie del club belga.

 

Il passato ed il presente hanno un comune denominatore: Francky Dury, 55 anni, ora allenatore a tempo pieno, ma commissario di polizia quando iniziò ad allenare lo VV Zultse (con il quale centrò 6 promozioni). Nel 2010, dopo nove stagioni, lasciò lo Zulte Waregem,  ma parafrasando Venditti “certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano” e così ora sta guidando la squadra ed il tifo verso orizzonti inimmaginabili. A capo di questo progetto c’è Patrick Decuyper, uno che crede fermamente al nuovo che avanza, essendo titolare di una società attiva nel settore dei pannelli solari e che si augura, grazie ai suoi investimenti, di portare lo Zulte in alto. 
Dunque, un nido familiare che vuole aprirsi al mondo senza smarrire la sua identità, il posto migliore per crescere o ritrovarsi: come la storie di Thorgan Hazard, classe 1993, fratello minore della stella del Chelsea Eden, anche lui di proprietà Blues, il quale ha preferito il prestito in Belgio per maturare o come Frank Berrier, centrocampista 28enne, autore di 10 reti in campionato dopo stagioni passate a sfornare assist. Questa può essere la stagione della maturazione: sognare è bello, ma vincere da grandi lo è ancor di più.
 

Domenica si è giocato l’atteso big match tra PSV e l’inatteso Vitesse, un ossimoro fino a qualche tempo fa, ma di fatto ora in lotta per il titolo. Numeri a confronto si sfidavano la squadra capolista che ha fatto meglio in casa (7 vittorie su 7, 29 goal fatti e solo 4 subiti) contro quella che ha espugnato tutti i campi sui quali ha messo piede (6 su 6 con 13 goal fatti ed una rete subita). 

 

QUI OLANDA – La partita del 25 novembre era ed è stata la partita spartiacque. L’esito del match avrebbe inevitabilmente cambiato anche la trama di questo articolo, in bilico tra una pacca sulla spalla per l’onore di averci provato o elogi per una squadra che si fa spazio tra le grandi senza paura.
La storia calcistica, che pende sempre dalla parte delle favole con l’happy ending, ha voluto che questo articolo potesse esaltare l’impresa del Vitesse, che ha ribaltato pronostici e partita vincendo per 1-2, dopo essere passata in svantaggio dopo 5′ di gioco. 
Amara sconfitta per la squadra di Eindhoven che fuori dall’Europa League, si sente colpita nel morale e nell’orgoglio, non solo per la sconfitta a domicilio, ma anche per chi ha portato in alto la spada della rivincita. 
Il successo dei gialloneri, infatti,  ha il sapore della “vendetta sportiva” per Fred Rutten, tecnico del Vitesse, licenziato proprio dal PSV , che nonostante il record di 39 partite di imbattibilità, lo giudicò non idoneo a vincere un titolo dopo due terzi posti consecutivi.
Ora a due punti di distacco proprio dalla capolista, sogna lo sgambetto, affidandosi a due frecce preziose: Wilfried Bony, attaccante ivoriano capocannoniere con 15 realizzazioni, e Jonathan Reis, la più grande beffa per la squadra di Eindhoven. 
Nel 2007, infatti, proprio la squadra della Philips, lo prelevò dall’Atletico Mineiro aiutandolo ad adattarsi al calcio europeo e soprattutto a disintossicarsi da alcol e droga attraverso un percorso lungo e faticoso iniziato a metà 2010 dopo che il giocatore, trovato positivo alla cocaina sei mesi prima, era stato inizialmente licenziato dal club. Il club, allenato proprio da Rutten, gli ha dato una seconda possibilità, inserendolo in un percorso di riabilitazione psico-fisica. Ma il giocatore brasiliano senza riconoscenza non ha rinnovato il contratto, legandosi appunto col Vitesse.

 

E nella sfida di domenica Reis ha segnato dapprima il goal del pareggio direttamente su punizione e poi ha confezionato l’assist per la rete di Bony. Il disegno divino malignamente perfetto. Storia di ossimori.
 
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